giovedì 18 settembre 2008

Articolo su Il Resto del Carlino

Luca è arrivato in Grecia, "Non sei solo"
Solidarietà dal Consiglio Provinciale

Trasferimento allucinante fra delinquenti di ogni risma per il giovane santarcangiolese alla volta del carcere greco. Il padre sta organizzando una staffetta fra amici e parenti per visitarlo ogni giorno.

Ha passato la sua prima notte in Grecia insonne. Passando da un ufficio di polizia all’altro, in attesa di partire per Kalamata. Solo ieri pomeriggio Luca Zanotti, trasportato su un furgone con altri detenuti, dopo parecchi contrattempi e ritardi (dovuti alla burocrazia) ha raggiunto la località, dove resterà in cella fino a stamane. Proprio a Kalamata, dov’è iniziato il calvario del 25enne di Santarcangelo estradato in Grecia. A Kalamata, dove Luca nel 2005 fu arrestato (e poi rilasciato, su cauzione) insieme all’amico Davide D’Orsi dalla polizia greca, per 21 grammi di hashish. Già oggi Zanotti dovrebbe esser trasferito, secondo il suo avvocato in Grecia Georgios Assimakis, nel carcere di Nafplion, località a 150 km da Atene. "Per noi è una bella notizia - raccontano Paolo Zanotti, padre di Luca, e l’avvocato Carlo Alberto Zaina. - Dal consolato c’hanno assicurato che a Nafplion le condizioni di trattamento dei detenuti sono migliori, molto più civili delle altre carceri greche".

Quelle carceri le conosce bene Roberto Zappaterra, il giovane reggiano rimasto nelle galere greche 4 mesi nel 2006, dopo essere stato arrestato per alcuni cocci di anfore trovati sul suo camper. "Ho mandato un sms a Luca per fargli coraggio - racconta Zappaterra, che il 5 settembre scorso ha partecipato alla manifestazione per Zanotti in piazza - Gli ho detto di leggere e scrivere tanto, come ho fatto io. E’ l’unico modo per salvarsi e non impazzire, quello non è un ambiente per persone normali. Ti trovi in mezzo a dei delinquenti veri, che hanno commesso ogni sorta di reato". E’ stato Zappaterra a consigliare alla famiglia Zanotti il nome di Assimakis.

Ieri Paolo Zanotti ha parlato a lungo con Assimakis. "Ci ha rassicurato, ma fino a tardi nemmeno lui sapeva esattamente se Luca era già arrivato a Kalamata. Una volta a Nafplio, chiederà alle autorità che mio figlio possa ricevere una visita al giorno. Ci organizzeremo per fare la ‘staffetta’ e non lasciarlo mai solo, almeno fino al processo (che dovrebbe tenersi a fine ottobre). Lunedì andrò io, poi cercherò di organizzare le cose perché anche altri, amici, parenti, possano andare a trovarlo: non lo lasceremo solo".

Oggi invece Luca dovrebbe incontrare Assimakis. Neanche la politica l’ha abbandonato. Ieri l’on. del Pdl Sergio Pizzolante ha iniziato a raccogliere adesioni tra i parlamentari al comitato, fondato con l’avvocato Zaina e l’on. Marchioni del Pd, per rivedere le norme sul mandato di arresto europeo, mentre i consiglieri regionali Piva, Pironi e Lombardi chiedono alla Regione di attivarsi. Il caso andrà anche al Parlamento europeo, con l’interrogazione di Giuseppe Gargani. Il presidente della commissione giustizia, che ha consultato Zaina, chiederà "com’è stata ammissibile l’estradizione per Zanotti, a fronte di leggi così diverse tra l’Italia e la Grecia". Per quei 21 grammi di hashish Luca rischia 10 anni di carcere, ma Assimakis è fiducioso: "Le autorità greche non possono pensare che Luca sia un trafficante".

Manuel Spadazzi e Settimo Baisi

Fonte: Il resto del carlino

1 commento:

marco ha detto...

Ps: è lo stesso commento che ho sscritto ieri nel post LA PARTENZA.
Ciao a tutti, mi chiamo Marco e abito a Ciriè, paese in cui è nato e cresciuto Davide D'Orsi. Non l'ho mai conosciuto, oppure abbiamo scambiato due chiacchere senza presentarci, chissà. Il suo nome non riesco a collegarlo a nessun episodio, a nessun volto. Ciriè è però un paese di 18 mila abitanti, per cui ci si conosce tutti, anche solo di vista, quindi guardando una sua foto, potrei ricordarmi che una sera abbiamo scambiato due parole in un bar in piazza. Sono vicino ad entrambi i ragazzi, al loro momento difficile, ai loro amici, ai loro parenti. Dargli dieci anni di carcere significa rovinargli la vita. Non si può rimanere in silenzio, e infatti, non lo stiamo facendo. Io ho un blog(http://cirie.wordpress.com) è dedicato alla città di Ciriè. Oggi ho pubblicato un post sulla situazione di Luca e Davide. Ho linkato questo blog e l'indirizzo della raccolta firme. Per la traduzione dell'appello in altre lingue, posso dirvi che una lettrice del mio blog, Patrizia, che abita da diversi anni in Germania ma è nata in Italia, ci potrà dare una mano. Io, invece, conosco l'avvocato difensore di Davide. E'l'ex sindaco di Ciriè. Lo sentirò e, se potrà darmi delle novità sugli sviluppi, non esiterò a scriverele sul blog e a metterle a disposizione di tutti voi. Ci risentiamo ,o qui, o sul mio blog.